L’uso di internet negli adolescenti in ritiro sociale

E’ noto che gli adolescenti in ritiro sociale fanno un uso massiccio di internet. Questi giovani reclusi in casa, investono gran parte del loro tempo in rete, tra videogiochi, anime e relazioni virtuali. Spesso accade che i genitori siano diffidenti nei confronti di internet. Per loro, la rete è la principale causa del ritiro sociale del proprio figlio. Per questa ragione, possono mettere in campo delle azioni coercitive. Ad esempio, possono togliere internet contro la volontà dell’adolescente. Oppure, possono impedire le uscite con gli amici virtuali, ritenendoli persone delle quali non ci può fidare.  

Ma è vero che internet è la principale causa del ritiro? 

E’ innegabile che internet generi negli adolescenti in ritiro una forte attrattiva. Ciò accade, però, perché il mondo virtuale permette loro di soddisfare bisogni che non possono essere soddisfatte nel mondo reale. Mi riferisco al bisogno di entrare in relazione con i pari,  di sperimentare le proprie capacità, di avere un ruolo sociale. Usare internet significa aprire uno spiraglio “virtuale” per accedere al mondo sociale, che non può essere raggiunto in altro modo. La rete, pertanto, non rappresenta la causa principale dell’isolamento. 

L’uso di internet ha una funzione difensiva

Gli adolescenti in ritiro usano internet per non pensare alla propria solitudine e tenersi alla larga dallo sguardo altrui. Per tale ragione, l’interruzione forzata di internet rischia di accrescere la rabbia e la depressione del giovane recluso (Lancini, 2020). 

Il mondo virtuale permette loro di spogliarsi del proprio corpo e vestire i panni di un corpo nuovo. Un corpo immaginario, che possiede caratteristiche da sempre desiderate (Piotti, 2020). 

L’importanza dell’esperienza virtuale

Secondo diversi psicologi italiani, l’esperienza virtuale del giovane in ritiro è un aspetto fondamentale da esplorare. Sia per i genitori che per gli psicologi. Secondo la Fondazione Minotauro, essa permette di effettuare una valutazione iniziale sul bilancio evolutivo, monitorare lo stato psichico e relazionale del giovane in ritiro sociale. L’Associazione Indipendenze di Verona, inoltre, sostiene che il principale compito degli psicologi che lavorano con gli adolescenti in ritiro sia aiutare i genitori a comprendere le ragioni dell’esperienza virtuale. 

La modalità di utilizzo della rete, inoltre, ci consente di raccogliere informazioni sulla capacità del giovane in hikikomori di utilizzare internet in modo relazionale. I ritirati più severi, infatti, non utilizzano la rete o ne fanno un uso solitario. Ad esempio, ricercano informazioni, guardano film o utilizzano videogiochi soltanto offline. I ritirati meno gravi, invece, giocano online e mettendo in scena il proprio avatar costruiscono relazioni (Lancini, 2020). 

Internet come alleato dell’intervento clinico

L’uso di internet può favorire la buona riuscita di un intervento clinico. Esso presta al giovane un delirio condiviso preconfezionato che gli consente di non produrne uno suo. In tal modo, egli ha la possibilità di sospendere l’esame di realtà, non negarlo, difendendosi così da un possibile esordio psicotico. l mondo virtuale ha il potere di proteggere da agiti aggressivi perché è come se fungesse da “serbatoio” di pulsioni aggressive (Piotti, 2020). Attraverso la rete, inoltre, è possibile trovare una delle principali risorse alla ripresa evolutiva: gli amici virtuali. Essi sono ritenuti i primi veri rappresentanti dell’età adolescenziale, perché sono scelti dal giovane, a differenza degli amici dell’infanzia incontrati in carne ed ossa tra i banchi di scuola (Lancini, 2020). 

Internet come ostacolo dell’intervento clinico

La rete, però, può anche fungere da ostacolo all’intervento clinico. La soddisfazione sperimentata nel trasferire il sé corporeo nel mondo virtuale, infatti, rinforza le ragioni del ritiro. Inoltre, la rinuncia del corpo comporta una trasformazione soggettiva dagli esiti negativi: essa, infatti, genera un riduzione delle possibilità di sperimentare empatia nei confronti degli altri (Piotti, 2020). 

Meno proibizioni, più relazione

In conclusione, è importante sottolineare che internet non è la principale causa del ritiro sociale, e che privarne l’utilizzo non è una strategia efficace. Il ritiro sociale è causato da problemi generati nella vita “reale”, che andrebbero scovati. Il rischio di impedire l’uso di internet è che possa aggravarsi la condizione psicologica del giovane in ritiro. Ciò che è utile fare, pertanto, è cercare in entrare in relazione con il proprio figlio adolescente, cercando di comprendere le ragioni del ritiro, piuttosto che proibire l’uso di internet. Tale operazione, però, risulta complessa per genitori di figli in ritiro sociale. In questi casi, è fondamentale chiedere un aiuto psicologico.

Bibliografia

Lancini, M. (2020), Il ritiro sociale negli adolescenti. La solitudine di una generazione iperconnessa, Raffaello Cortina Editore, Milano

Piotti, A. (2020), La dimensione hikikomori: effetti del reale nel virtuale. In Il Mulino, fasc. 1.

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